Mi chiamo Laura, e questa sera ho deciso di raccontarti come il telefono erotico è diventato la mia droga più sporca. È notte fonda, il silenzio della mia stanza amplifica ogni respiro, e io non riesco a dormire. Ho la figa che pulsa, il clitoride duro come una pietra, e so che non mi basta un vibratore. Voglio parole sporche, voglio qualcuno che mi comandi, che mi faccia sentire una troia.
Apro la rubrica, scorro i numeri erotici che tengo nascosti e scelgo quello che so già mi farà perdere la testa. Al secondo squillo una voce maschile, calda e profonda, mi sussurra: «Dimmi cosa stai facendo, troietta…». In quell’istante la mia mano scivola tra le cosce già bagnate.

Masturbazione e orgasmi: la voce dominante al telefono erotico
«Sto aprendomi la fica, tutta per te», gli rispondo con un gemito soffocato, mentre due dita scivolano dentro calde e bagnate. Porto il telefono vicino per fargli sentire lo schiocco del mio sesso che ingoia le dita.
Lui ride sporco:
«Allarga di più, fammi sentire come ti scopi da sola».
Obbedisco, spalancando le gambe, spingendo le dita fino in fondo. Ogni suo ordine è un brivido che mi attraversa, e la sua voce profonda mi fa gemere come non mai.
«Toccati il clitoride, troia, e fammi sentire che stai godendo davvero», mi comanda. E io lo faccio, grattando forte il bottone gonfio mentre mi penetro con forza.
Ansimo, gemiti che diventano urla: «Sì… sì… fammi venire… trattami da puttana».

Le sue frasi diventano sempre più volgari: «Sei la mia troia telefonica, urlami che vuoi sborrare per me». Io urlo senza pudore: «Voglio sborrare al telefono! Fammi venire, fammi godere come una cagna!».
L’orgasmo mi esplode addosso, le cosce tremano, il letto bagnato dal mio piacere. Ma lui non mi lascia respirare: «Non fermarti, non sei finita. Infila tre dita e spingile dentro fino a sbattere sul fondo».
Gemendo obbedisco, tre dita dentro che mi dilatano, l’altra mano che martella il clitoride. La voce all’altro capo incalza: «Sporcati la bocca, succhiati le dita bagnate e poi continua a scoparti». Mi lecco le dita fradice, il sapore della mia figa mi eccita ancora di più.
«Sei la mia porca, vieni di nuovo, voglio sentirti squirtare per me». Io sbatto forte i fianchi, spingo senza pietà, urlo come una pazza mentre un altro orgasmo mi investe. Spruzzo sul lenzuolo, gocciolante e fuori controllo.
Non riesco più a fermarmi. La sua voce mi domina: «Continua, non ti azzardare a smettere. Sei la mia troia da telefono, e finché non decido io tu non ti fermi». Mi sento usata, posseduta solo con la voce, e questo mi manda fuori di testa. Intanto, lui continua: «Non ti azzardare a smettere. Sei la mia troia da telefono, e finché non decido io tu non ti fermi».
La terza volta arriva come un’esplosione: grido al telefono, la figa che pulsa impazzita, il corpo che trema come in un terremoto. Mi lascio andare, ansimo, rido sporca, completamente devastata dal piacere.
Spengo la chiamata con il cuore che batte forte e la figa ancora che pulsa. So che domani lo rifarò, perché questa è la mia nuova ossessione: masturbarmi come una troia al telefono erotico fino a perdere i sensi.
Se la fantasia di sottomissione solo con la voce ti ha eccitato, scopri i segreti delle chiamate di dominazione.
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